La pazza storia di Sasha, il gatto ritrovato a 2.500 km da casa


Aiutateci a ritrovare Sasha”. I cartelli avevano tappezzato la città, gli annunci si trovavano su tutti i gruppi facebook che si occupano di animali scomparsi. La preoccupazione era tantissima.

UN GATTO STAKANOVISTA

Per questo la storia di Sasha merita di essere raccontata. Perché c’è un problema: la gatta è stata ritrovata, ma a una distanza enorme da dove era partita, dalla casa del suo proprietario. Siamo a Portland, cittadina che, per chi non conosce gli Stati Uniti, si trova in Oregon, stato della costa pacifica nella zona settentrionale subito sotto lo stato di Washington. Poi vi diamo questa altra località: Santa Fè, una città famosa del New Mexico, stato meridionale.

Tra le due ci sono oltre 2500 chilometri di strada, per lunghi tratti desertica e popolata da serpenti a sonagli. Di certo Sasha non potrà raccontarci come ha fatto a percorrere tanta strada, ma alla fine è andata proprio così. Viktor Usov, di Portland, si è riunito con Sasha pochi giorni fa, dopo che il Rifugio per animali di Santa Fe lo ha chiamato e lo ha convinto che quello che avevano tra le mani fosse davvero il suo gatto.

“NON POTEVO CREDERCI”

«Assolutamente no – ha detto subito l’uomo dell’Oregon – Questo non può essere il mio gatto. Deve esserci stato un errore nel riconoscimento. Siamo a 2500 chilometri di distanza, Santo Cielo!». Il gatto infatti non aveva collare, ma Usov prudentemente gli aveva messo il microchip e i numeri corrispondevano al suo.

Tutti iniziarono a pensare a un malfunzionamento del sistema e il giovane, che tra l’altro stava facendo un esame di medicina, si è fatto descrivere Sasha e poi inviare due foto. A quel punto non c’erano più dubbi: era la sua. Ma come fare per andare a prenderlo in questi giorni delicati di esami? Ci ha pensato l’American Airlines che, avvertita dell’incredibile storia, ha caricato Sasha su un suo volo e, scortata da un suo manager delle pubbliche relazioni, l’ha fatta scendere a Santa Fè dove si è finalmente riunita con il suo proprietario. Usov ha detto che Sasha era un gatto cui piaceva molto stare all’aperto, ma è scomparsa una notte dopo essere uscita e non essere più tornata

“Pensavo l’avesse catturata un coyote o qualcosa di simile – ha affermato Usov – Ero proprio molto triste per la sua scomparsa e lo era anche il suo compagno, un vecchio cane che l’adorava”. Ora la famiglia è stata ricomposta. Ma non si riesce a capire come tutto sia stato possibile.

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